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Acque Occidentali

Il poema va immaginato come una grande scena vista dall’alto, un immenso teatro in cui noi (la gente, il popolo) siamo contemporaneamente attori e spettatori. La trama dello spettacolo sono gli ultimi avvenimenti della storia, dalla seconda guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino .

Il palcoscenico sono l’Europa e il Mondo, i luoghi dove si consuma la tragedia dell’uomo contemporaneo: dagli orrori della seconda guerra mondiale (la prima scena si apre con il campo di concentramento di Fossoli) al cambiamento epocale di oggi, corredato del riemergere degli stessi fenomeni di violenza che hanno prodotto quegli orrori.

Un cambiamento rappresentato dal tramonto di molte illusioni, dai clamori della rincorsa verso la cornucopia occidentale da parte delle popolazioni deluse e stremate dell’Est.

Ma nelle acque occidentali, accanto ai lustrini, si annidano anche insidie come la sopraffazione , la violenza, l’isolamento e l’alienazione in cui l’uomo, anziché protagonista, è vittima, prigioniero della sua stessa creazione. Un uomo sempre più solo e disperato, orfano di passato e di futuro.

Che fare? Come sfuggire a questo destino? Con quali mezzi e verso quale direzione? La Verità è sempre un passo oltre. Se la felicità è un’utopia, l’uomo non può desistere dalla sua perenne rincorsa. Ma il primo territorio dove cercarla non può che essere dentro se stesso. E se il mondo esterno è rappresentato da questa realtà, egli non può rinunciare a cambiarla.

Acque Occidentali
angelo ferdinando fornasari
campo di concentramento
da acque occidentali
papavero da acque occidentali
muro da acque occidentali
panorama da acque occidentali
panorama acque occidentali
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Categoria: poema – N° pag. 72 – Casa Editrice: NCE Anno: 1992 - Prezzo: € 8,00

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